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Archivio
di stato civile Nota introduttiva
Nel corso del XVI secolo la Chiesa Cattolica Romana, in occasione del Concilio di Trento (1545 - 1563), generalizzò il ricorso alla tenuta dei registri delle anime: una forma sistematica di registrazione della popolazione, con particolare riguardo ad alcuni momenti della vita delle persone. Si trattò dell’avvio di ciò che poi è diventato il sistema di registrazione di stato civile. L’età napoleonica, in seguito, rappresentò la chiave di volta su cui si incardinò il moderno sistema di organizzazione statale, segnando il passaggio definitivo e rivoluzionario dalle antiche e tradizionali istituzioni, alle nuove forme di governo. Il nuovo ordine introdotto si distinse da quelli precedenti anche per la fondamentale caratteristica di essere costituzionale a doppio senso: in senso letterale, perché stabilito da un apposito testo legislativo, la Costituzione, in senso traslato perché precisò i rapporti tra lo Stato e la collettività dei cittadini e la partecipazione degli stessi consociati alla vita dello Stato. Risale alla Rivoluzione francese e alla diffusione dei suoi princìpi, l’apertura degli archivi statali alla consultazione pubblica e la loro qualificazione di “monumenta historiae”. Il “Regal Decreto” del 29 ottobre 1808, di Gioacchino Napoleone, stabilì l’istituzione dello stato civile, degli ufficiali incaricati alla registrazione degli atti di nascita ed adozione, matrimonio, morte. Ogni registro doveva essere in duplice copia, una conservata presso l’archivio del Comune, l’altra - alla fine di ogni anno - trasmessa al Tribunale della Provincia. Fino ad allora, come detto, erano stati i Parroci a compilare i registri dei certificati di battesimo, matrimonio e morte, che testimoniavano la somministrazione dei Sacramenti in conformità con le regole della Chiesa Cattolica. Nelle Parrocchie si continuò a compilare e ad aggiornare i registri sacramentali anche dopo la riforma napoleonica. Con l’Unità d’Italia, il nuovo Stato nato dal Risorgimento, si diede una precisa legislazione in materia di stato civile con il R.D. del 15 novembre 1865 n. 2602, strumento normativo rimasto vigente per oltre settanta anni. Il primo gennaio 1940 entrò in vigore il R.D. del 9 luglio 1939 n. 1238. Quest’ultimo ordinamento, con successive modificazioni ed integrazioni, ha mantenuto la sua validità per circa sessanta anni. Con la legge del 15 maggio 1997 n. 127 sono state apportate ulteriori modifiche per lo snellimento dell’attività amministrativa. Nel nuovo testo, l’esigenza fondamentale di ridurre alle fasi essenziali i procedimenti di stato civile, al fine di semplificare e di rendere più agevoli gli adempimenti chiesti o spettanti ai cittadini, è stata realizzata in correlazione con l’esigenza di salvaguardare la funzione di garanzia assegnata dall’ordinamento al servizio di stato civile. Con il D.P.R. del 3 novembre 2000 n. 396 si approda ad un testo normativo che presenta forti innovazioni rispetto al passato come, per esempio, il superamento della tenuta dei registri di stato civile, sostituiti dalle registrazioni effettuate su supporto informatico È rilevante l’importanza che lo stato civile riveste nei confronti dei registri di popolazione, delle liste elettorali, di quelle di leva e di tanti altri ruoli ed elenchi di titolari di diritti soggettivi e, comunque, di cittadini che sono chiamati a rispondere per doveri quali l’istruzione elementare, il pagamento dei tributi, le prestazioni obbligatorie. Inoltre, il servizio di stato civile ha un’efficacia cooperante a determinare l’elemento “popolazione” che, insieme agli elementi territoriali e a quelli economico-finanziari, concorre a dare fisionomia al Comune. Questo campo è stato oggetto di indagini, di riesame, di aggiornamenti e le norme più recenti, riguardo le certificazioni personali, la facoltà delle Amministrazioni di richiedere d’ufficio alcuni dati, l’abolizione della legalizzazione delle firme, la coordinata risultanza tra registri di stato civile e registri anagrafici, hanno conferito un indirizzo più moderno agli omonimi uffici municipali. A conclusione di questo travaglio legislativo si è pervenuti all’attuale sistema che, servendosi delle moderne conoscenze tecnologiche prevede l’informatizzazione di tutti i dati. Archivio di stato civile Sommario |
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