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Giornata degli Internati italiani, il sindaco Petrucci alla cerimonia in Prefettura

«Custodire la memoria per rendere omaggio a chi visse la tragedia della deportazione»

Data :

21 settembre 2026

Giornata degli Internati italiani, il sindaco Petrucci alla cerimonia in Prefettura
Municipium

Descrizione

Il sindaco Gilberto Petrucci ha partecipato questa mattina, nella Sala provinciale “Domenico Tinozzi” del Palazzo del Governo di Pescara, alla cerimonia ufficiale di commemorazione della 2ª Giornata degli Internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda guerra mondiale. Nel corso della cerimonia, alla presenza del Prefetto di Pescara, S.E. Luigi Carnevale, ho avuto l’onore di consegnare alla famiglia di Amedeo Sigismondo il riconoscimento conferito alla memoria, in un momento particolarmente significativo per la nostra comunità e per la memoria collettiva. La ricorrenza, istituita dal Parlamento italiano con la Legge 13 gennaio 2025, n. 6, rappresenta un doveroso momento di ricordo e di riflessione sui tantissimi militari e civili italiani che, all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre 1943, furono catturati, deportati e internati nei lager nazisti, oppure destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra. Nel corso della cerimonia il Prefetto della provincia di Pescara ha inoltre consegnato ai familiari degli insigniti le “Medaglie d’Onore”, attribuite ai sensi della Legge 27 dicembre 2006, n. 296. Le onorificenze, conferite con decreto del Presidente della Repubblica, sono state assegnate alla memoria di sei cittadini già residenti nella provincia di Pescara, che furono deportati e internati nei campi di concentramento o destinati al lavoro coatto.

«Ricordare queste persone significa restituire un nome, una storia e una dignità a chi ha vissuto sulla propria pelle una delle pagine più drammatiche della nostra storia – dichiara il sindaco Gilberto Petrucci –. La memoria non è soltanto un dovere verso il passato, ma rappresenta un impegno per il presente e per le future generazioni. La consegna del riconoscimento alla famiglia di Amedeo Sigismondo è stata per me un momento di particolare emozione e partecipazione. Custodire queste testimonianze significa continuare a trasmettere ai nostri giovani il valore della libertà, della dignità umana e della pace».

La cerimonia ha rappresentato, dunque, un momento di memoria, riconoscenza e riflessione, nel ricordo di tutti gli italiani che furono vittime della deportazione e dell’internamento durante la Seconda guerra mondiale.

Ultimo aggiornamento: 21 settembre 2026, 22:16

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